Tiroide e gravidanza
Durante la gravidanza la tiroide materna svolge un ruolo fondamentale per il benessere della donna e per il corretto sviluppo del feto, in particolare del sistema nervoso. La gravidanza determina importanti modificazioni della funzione tiroidea e richiede l’utilizzo di intervalli di riferimento specifici per interpretare correttamente TSH e ormoni tiroidei.
L’ipotiroidismo in gravidanza è spesso causato dalla tiroidite di Hashimoto. Può essere associato a stanchezza, sonnolenza, aumento di peso e stipsi, sintomi che possono facilmente essere confusi con quelli della gravidanza stessa. Se non adeguatamente trattato, può aumentare il rischio di complicanze materne e ostetriche. La terapia si basa sulla levotiroxina, farmaco sicuro in gravidanza. Nelle donne già in trattamento è spesso necessario aumentare il dosaggio fin dalle prime settimane e controllare periodicamente il TSH.
L’ipertiroidismo è più frequentemente legato al morbo di Basedow, ma nelle prime settimane può verificarsi anche una tireotossicosi transitoria associata agli elevati livelli di hCG. Le forme lievi possono richiedere solamente un’attenta osservazione; quando è necessario un trattamento farmacologico, la scelta del farmaco e del dosaggio deve essere personalizzata. Il propiltiouracile viene generalmente preferito nel primo trimestre, mentre successivamente può essere valutato il passaggio al metimazolo.
Lo iodio radioattivo è sempre controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. L’intervento chirurgico viene riservato a situazioni selezionate e, quando indispensabile, è preferibilmente eseguito nel secondo trimestre.
Le donne con patologie tiroidee note, familiarità, autoanticorpi positivi, precedenti interventi tiroidei o difficoltà riproduttive dovrebbero effettuare una valutazione della funzione tiroidea prima del concepimento o nelle prime settimane di gestazione.