Tiroidite di Hashimoto
La tiroidite di Hashimoto è la più frequente malattia autoimmune della tiroide e rappresenta la principale causa di ipotiroidismo nei Paesi dove l’apporto di iodio è adeguato. Il sistema immunitario produce anticorpi che, nel tempo, determinano un’infiammazione cronica della ghiandola e una progressiva riduzione della sua funzione.
Nelle fasi iniziali la malattia può non provocare alcun disturbo ed essere scoperta casualmente durante un controllo degli esami del sangue. Quando la funzione tiroidea si riduce possono comparire stanchezza, sonnolenza, aumento di peso, intolleranza al freddo, pelle secca, stipsi e difficoltà di concentrazione. Tuttavia, molte persone convivono per anni con la malattia senza sintomi significativi.
La diagnosi si basa sul dosaggio del TSH e degli ormoni tiroidei (FT4), associato alla ricerca degli anticorpi anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e anti-tireoglobulina. L’ecografia della tiroide rappresenta un esame fondamentale perché consente di valutare l’aspetto della ghiandola e confermare il sospetto diagnostico.
Non tutti i pazienti con tiroidite di Hashimoto necessitano di una terapia. Quando la produzione di ormoni tiroidei diventa insufficiente è indicata la somministrazione di levotiroxina, un farmaco sicuro ed efficace che sostituisce l’ormone normalmente prodotto dalla tiroide. Il dosaggio viene personalizzato e controllato periodicamente attraverso semplici esami del sangue.
È importante ricordare che la presenza degli anticorpi non implica necessariamente una rapida evoluzione verso l’ipotiroidismo. Molti pazienti mantengono una funzione tiroidea normale per molti anni e richiedono soltanto controlli periodici.
Ricevere una diagnosi di tiroidite di Hashimoto non deve creare allarme. Con una corretta valutazione endocrinologica e un monitoraggio regolare è possibile mantenere un’ottima qualità di vita e, quando necessario, ottenere un completo controllo della malattia con una terapia semplice ed efficace.